23 settembre 2026 – Bastano poche settimane di dieta ricca di grassi a influire sul metabolismo cerebrale e sulla memoria, prima ancora della comparsa di obesità e diabete. E gli effetti possono essere persistenti. Lo rivela uno studio guidato dall’Università La Sapienza di Roma e pubblicato sulla rivista Redox Biology. L’obesità è un importante fattore di rischio per il declino cognitivo, ma i meccanismi delle alterazioni cerebrali più precoci erano ancora poco noti. I ricercatori hanno studiato le fasi iniziali dell’esposizione a un’alimentazione ad alto contenuto di grassi, precedenti lo sviluppo dell’obesità. I risultati mostrano che le alterazioni del metabolismo cerebrale compaiono prima dello sviluppo dell’obesità e del diabete. I ricercatori hanno inoltre identificato nella riduzione dei livelli della proteina Biliverdin Reductase A (BVRA) uno dei principali fattori responsabili di queste alterazioni precoci. Questa proteina contribuisce alla capacità delle cellule cerebrali di adattarsi allo stress metabolico indotto dalla dieta grassa e la sua alterazione è coinvolta anche nello sviluppo delle malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer. Inoltre, lo studio mostra che dopo la sospensione della dieta ricca di grassi, il ritorno a un’alimentazione equilibrata non porta a un completo ripristino del metabolismo cerebrale.
Sono emerse anche marcate differenze legate al sesso biologico. A parità di dieta, i risultati indicano una maggiore vulnerabilità del cervello femminile agli effetti dello stress metabolico indotto dalla dieta iperlipidica. “Il dato più rilevante – afferma Eugenio Barone, coordinatore dello studio – è che il cervello mostra alterazioni metaboliche prima ancora che si sviluppino patologie sistemiche come obesità, diabete o insulino-resistenza. Comprenderlo è importante perché coinvolgono meccanismi che ritroviamo alterati anche nell’invecchiamento e che potrebbero quindi aiutarci a individuare nuove strategie di protezione della salute cerebrale”.
back