26 Marzo 2026

PMA: in Italia meno di una coppia su due accede a trattamenti

26, marzo 2026 – Meno di una coppia su due – tra chi ne avrebbe necessità – accede ai trattamenti di Procreazione medicalmente assistita (Pma) in Italia: solo il 42% riesce a entrare nei percorsi, frenato da tempi di attesa, costi, età sempre più avanzata delle donne e carenza di supporto psicologico. Il 60% resta inoltre in una “bolla temporale” di incertezza nella ricerca di informazioni e sono elevati gli abbandoni lungo i percorsi. È quanto emerge da una doppia indagine del network Demetra, il network di cliniche Pma convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale, su 480 donne e 35 centri, rappresentativi di oltre il 50% dei cicli in Italia, che stima in circa 150mila le coppie potenzialmente interessate ogni anno. Le criticità emergono già al primo accesso: il 43% attende oltre tre mesi per una visita nel Servizio sanitario nazionale e 9 su 10 si rivolgono poi al privato, dove però i costi pesano. “L’orologio biologico non aspetta, ma i dati raccontano di un accesso sempre più tardivo alla medicina della riproduzione – spiega Laura Rienzi, dell’Università di Urbino e direttrice scientifica del gruppo Ivirma Italia -. Tra chi valuta il percorso, il 78% ha più di 35 anni, mentre il 40% ha superato i 40”. Un ritardo che contribuisce anche ai tassi di abbandono.

Determinante il peso emotivo: il supporto psicologico è richiesto dal 35% di chi valuta la Pma e fino al 50% di chi ha già affrontato un ciclo, ma il 40% dei centri non monitora il drop-out: tra il 20% e il 50% delle coppie abbandona il percorso al primo esito negativo. “Negli ultimi decenni, la genitorialità in Italia si è spostata progressivamente verso età più avanzate, con un’età media al primo figlio di quasi 32 anni per le madri, la più alta d’Europa, e una crescente incidenza di nascite da madri over 40 – dichiara Cinzia Castagnaro, ricercatrice Istat-. Nel 2024 la fecondità ha raggiunto il minimo storico con 1,18 figli in media per donna”. La rilevanza della Pma cresce significativamente con l’aumentare dell’età materna: “tra le donne con più di 40 anni, il 17,2% della fecondità totale è attribuibile a tecniche di procreazione medicalmente assistita -continua-. Un’incidenza che sale fino al 32,1% se si considerano le donne che diventano madri per la prima volta dopo i 40 anni, segnalando come la Pma rappresenti un canale sempre più cruciale”.

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