13 marzo 2026 – Promuovere la prevenzione contro il fumo nelle scuole funziona. E’ quanto sostiene una ricerca portata avanti dagli scienziati della Cochrane Library. La strategia attuata su bambini e giovanissimi, che ancora non hanno iniziato a fumare, riduce effettivamente il numero di quanto inizieranno a farlo negli anni successivi.
Ma le lezioni anti-fumo nelle scuole sono un mezzo efficace? Per rispondere a questa domanda i ricercatori della Cochrane hanno analizzato i dati di 134 studi, condotti in 25 diversi Paesi, coinvolgendo quasi 500mila studenti fra i 5 e i 18 anni. Di questi, 49 studi si erano concentrati sull’atteggiamento verso il fumo di chi non aveva ancora iniziato a usare tabacco. Ne è emerso che sul lungo periodo gli interventi anti-fumo tra i banchi funzionano perché il numero di ragazzi che s’accende la prima sigaretta dopo queste lezioni speciali è minore rispetto alla media. E in particolare paiono utili, oltre alle informazioni sui danni causati dal tabacco, le strategie che vengono insegnate per resistere alla “pressione sociale” che li induce a fumare.
In Italia è prioritario contrastare il fumo di sigaretta a partire dai più giovani, tra i quali le ‘bionde’ stanno diventando un’abitudine sempre più frequente. Nel nostro Paese fuma, infatti, il 22% degli under-17. Tra i minorenni l’11% consuma più di mezzo pacchetto di sigarette al giorno. Tra i tabagisti abituali, di ogni fascia d’età, oltre il 44% ha iniziato prima dei 18 anni. Per questo il brusco aumento del prezzo dei pacchetti rappresenta l’arma più efficace proprio per dissuadere i teenagers.
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