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6 Aprile 2021

Test genomici, pronti 20 Milioni per la rimborsabilità

Lo scorso dicembre, la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha approvato un emendamento al Disegno di Legge di Bilancio, istituendo un Fondo di 20 milioni di euro per il rimborso diretto delle spese sostenute dagli ospedali per l’acquisto dei test genomici nelle donne con carcinoma mammario ormonoresponsivo in stadio precoce. Ora mancano solo i Decreti Attuativi per rendere disponibile alle Regioni il Fondo. A che punto siamo? Ne parliamo con l’Onorevole Vito De Filippo, Membro della XII Commissione Affari Sociali della Camera.

“L’emendamento che ha istituito il Fondo per la rimborsabilità dei test genomici è stata una vittoria dell’ascolto” esordisce l’Onorevole De Filippo. “È stato infatti il risultato dell’aver prestato attenzione alle tantissime Società Scientifiche e di pazienti, così come agli eminenti esperti come il professor Cognetti. In questo modo è stato possibile comprendere l’importanza di un tema che avrebbe potuto essere marginalizzato in un periodo caotico e frenetico come questo”.

Test genomici, la strada verso i decreti attuativi

“Il risultato ottenuto è molto importante. Riuscire a ottenere 20 milioni di euro per il rimborso dei test genomici in un solo colpo e in un periodo storico come questo non è un evento all’ordine del giorno. Anche il Viceministro Sileri, che era presente alle ultime conferenze stampa sul tema, è ben consapevole dell’importanza di questa battaglia. Ora mancano solo i Decreti Attuativi. Come azione estrema potrei fare ulteriori pressioni a livello politico, ad esempio tramite un’interrogazione parlamentare, ma sono certo che non sarà necessario. Conosco personalmente il Ministro Speranza e sono sicuro che non avrà problemi a dare seguito alla procedura attuativa”.

“So bene che in alcune realtà regionali, come ad esempio in Lombardia, il test genomico per il tumore al seno viene utilizzato e rimborsato grazie a fondi dedicati” conclude De Filippo, “ma noi dobbiamo dare la possibilità a tutti i cittadini di poter usufruire di questi test salvavita, da Abbiategrasso a Caltanissetta. Non sarà una questione semplice in quanto è necessario coordinare le realtà sanitarie differenti esistenti in ogni Regione, ma la possibilità di reclutare i pazienti sia in strutture pubbliche e private farà in modo che poi l’attuazione avverrà nel minor tempo possibile”.

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